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SUMMARY:Cinema - C’E’ ANCORA DOMANI
DESCRIPTION:Di Paola Cortellesi – 2023
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SUMMARY:Cinema - The Fabelmans
DESCRIPTION:1952. Sammy Fabelman ha sei anni e al cinema non ci vuole andare\, ha paura di affrontare quel mondo di giganti. La madre gli assicura che i film sono sogni indimenticabili\, il padre lo rassicura descrivendogli il prodigio di una macchina che fa muovere immagini fisse. Davanti al loro bambino\, Mitzi e Burt assumono ciascuno il proprio ruolo: la poesia da un lato\, la tecnologia dall’altro. In sala Il più grande spettacolo del mondo di Cecil B. DeMille fa il resto. Sam esce dal cinema e l’avvenire è aperto.
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SUMMARY:Cinema - Il grande giorno
DESCRIPTION:Caterina ed Elio\, lei figlia di Giovanni\, lui figlio di Giacomo\, si conoscono fin da bambini\, si frequentano da una vita e sono in procinto di sposarsi. Giovanni e Giacomo lavorano insieme da decenni in un’azienda che fabbrica divani ma non potrebbero essere più diversi: il primo è entusiasta\, esagerato e generoso\, il secondo è preciso\, pignolo e un po’ taccagno. E se Giovanni è disposto a spendere una fortuna per il matrimonio della figlia\, Giacomo si preoccupa di come rientrare da quelle spese faraoniche che condivide. Valentina e Lietta\, le rispettive mogli\, sopportano con pazienza gli eccessi dei mariti\, e a Valentina tocca anche sobbarcarsi la nostalgia che Giovanni prova per l’ex consorte Margherita\, fuggita anni prima in Norvegia dove ha vissuto da single indipendente. Quando al lago dove si stanno per celebrare le nozze di Elio e Caterina Margherita arriva con il suo nuovo compagno\, Aldo\, un uomo del sud carismatico e pasticcione\, la tre giorni di festeggiamenti prende pieghe impreviste e talvolta tragicomiche.
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SUMMARY:Cinema - Tramite amicizia
DESCRIPTION:Lorenzo (Alessandro Siani) è il proprietario di un’agenzia\, “Tramite amicizia”\, in cui si offre come amico a noleggio. Affabile\, premuroso\, gentile\, è l’amico perfetto… Questa volta però a chiedergli aiuto sono i suoi stessi familiari\, dipendenti di una fabbrica di dolci che il proprietario\, Alberto Dessè (Max Tortora)\, sentendosi estremamente solo\, vuole vendere mettendo dunque a rischio centinaia di posti lavoro. Lorenzo dovrà quindi lanciarsi nella missione (im)possibile di diventare suo amico per cercare di convincerlo a cambiare idea.
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SUMMARY:Cinema - La stranezza
DESCRIPTION:Girgenti\, 1920. Nofrio e Bastiano sono becchini\, ma anche attori “dilettanti professionisti” intenti a mettere in scena la tragicommedia “La trincea del rimorso\, ovvero Cicciareddu e Pietruzzu”. L’ottantesimo compleanno di Giovanni Verga riporta Luigi Pirandello alla sua città natale\, e la morte della balia del drammaturgo favorisce il suo incontro con i due becchini. Il Maestro è in crisi creativa\, e osservando di nascosto le prove della compagnia amatoriale di Nofrio e Bastiano trae ispirazione per uno dei suoi lavori più importanti\, “Sei personaggi in cerca d’autore”. Ciò che succede sul palco si mescola con ciò che succede dietro le quinte e Pirandello\, silenzioso testimone della prima del duo strampalato\, raccoglierà spunti per il debutto della sua nuova creazione\, al quale Nofrio e Bastiano verranno invitati.
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SUMMARY:Cinema- Il piacere è tutto mio
DESCRIPTION:Tutto in una camera d’albergo: Nancy Stokes\, insegnante in pensione\, ha finalmente deciso. Dopo la morte del marito\, che a letto non l’ha mai soddisfatta\, è tempo di svelare i tanti misteri che il sesso ancora le riserva. Per questo ha fissato appuntamento per una sessione con Leo Grande\, accompagnatore\, intrattenitore e terapeuta del sesso che promette di darle ciò che non ha mai avuto. Quando la porta si apre\, però\, Nancy si rende conto che mettersi a nudo di fronte a uno sconosciuto non sarà poi così facile.
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SUMMARY:Cinema- L'ombra di Caravaggio
DESCRIPTION:Napoli\, 1609. Michelangelo Merisi\, noto a tutti come Caravaggio\, trova rifugio presso la famiglia Colonna in attesa della grazia papale che gli permetterebbe di sfuggire alla decapitazione come punizione esemplare per aver ucciso l’amico-rivale Ranuccio. Il pittore e scultore sostiene di essersi semplicemente difeso da un agguato\, poiché durante la sua vita “da avanzo di galera”\, fatta di grandi bevute e di rapporti sessuali con “donne di malaffare” e ragazzi\, le risse sono state all’ordine del giorno. Del resto la sua “vita spericolata” è riflessa nei suoi dipinti\, in cui una prostituta può diventare la Vergine Maria e un senzatetto San Pietro capovolto sulla croce. Per questo la Chiesa gli mette alle calcagna una sorta di inquisitore che ha il compito di indagare sul suo passato e di mettersi in contatto con le persone a lui più vicine\, quelle che malgrado tutto lo proteggono: in primis la marchesa Costanza Colonna e il nipote del Papa\, Scipione Borghese
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SUMMARY:Cinema - WHITNEY - UNA VOCE DIVENTATA LEGGENDA
DESCRIPTION:La straordinaria carriera di Whitney Houston\, soprannominata The Voice (come Frank Sinatra) in quanto “la più grande voce della sua generazione”\, e “cantante più premiata della storia”\, si snoda dagli esordi insieme alla madre Cissy e alla zia Dionne Warwick\, passando per la serie impressionante di hit quando ancora era una ragazza\, il debutto cinematografico in Guardia del corpo\, il matrimonio infelice con il cantante Bobby Brown\, la chiacchierata amicizia con Robyn Crawford e i trascorsi con droghe e alcolici. La struttura è quella classica del biopic costruito su una traiettoria di ascesa vertiginosa e rovinosa caduta a seguire\, e in due ore e mezzo di racconto la regista afroamericana Kasi Lemmons segue tutte le tappe con lo sguardo affettuoso di chi ha voluto molto bene a quel prodigio musicale pop dalle capacità vocali di mezzo soprano diventata un modello aspirazionale per molte giovani donne afroamericane (e non solo).
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SUMMARY:Cinema- Astolfo
DESCRIPTION:Astolfo\, un pensionato che dalla vita non si aspettava più niente\, viene sfrattato dal suo appartamento e ripara nella vecchia casa di famiglia. Lì incontrerà Stefania e si innamora. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d’Argento\, 1 candidatura a David di Donatello\, In Italia al Box Office Astolfo ha incassato 396 mila euro .
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SUMMARY:Cinema- Quasi orfano
DESCRIPTION:Quasi orfano\, film diretto da Umberto Carteni\, racconta la storia di Valentino e Costanza\, che hanno fondato una griffe di grande successo nell’ambiente del design. È grazie a Costanza se Valentino è riuscito a emergere e a farsi dei contatti nel jet set milanese. Il giovane ha talento\, ma ancor di più affascina la sua drammatica storia\, quella del ragazzo rimasto senza una famiglia sin dall’infanzia. In verità\, Valentino che di cognome fa Tarocco\, ha cambiato cognome e ha pian piano rotto ogni legame con i suoi familiari\, per poi affermare di essere orfano.\nLa sua famiglia\, che vive in Puglia\, è molto numerosa ed è proprietaria di un agriturismo\, noto non per essere uno dei migliori\, ma per avere la votazione più bassa su TripAdvisor. Quando si sta per avvicinare il compleanno della madre di Valentino\, suo fratello Nicola prova a mettersi in contatto con lui nella vana speranza di ricevere un aiuto economico da parte sua\, così da risollevare le sorti della famiglia e soprattutto dell’attività\, destinata altrimenti al fallimento.
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SUMMARY:Cinema - Il sesso degli angeli
DESCRIPTION:Don Simone è il parroco della Chiesa degli Angeli a Firenze\, popolata quasi solo da donne anziane che recitano il rosario in automatico. È già stato ammonito due volte dalla Curia romana per i suoi metodi poco ortodossi che puntano ad avvicinare la Chiesa ai giovani\, ma l’unico ragazzo che ha vicino è Finizio che\, insieme al sagrestano Giacinto\, gli dà una mano mentre la chiesa cade a pezzi. La fortuna però sembra venire in soccorso a Don Simone: un notaio lo informa di aver ricevuto in eredità da uno zio un immobile di lusso a Lugano e un’attività avviata e redditizia. L’ultima volontà di zio Waldemaro però è che entro sette giorni Simone accetti l’eredità: ma solo dopo essersi recato in Svizzera a fare un sopralluogo.
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SUMMARY:Cinema - Per tutta la vita
DESCRIPTION:Andrea e Paola sono innamoratissimi ma coltivano sogni diversi: lui un figlio\, lei un trasferimento di lavoro a Copenhagen; Vito e Sara sono ex coniugi molto arrabbiati l’uno con l’altra\, per il dispiacere del figlio Giulio; Edo e Marco sono amici fraterni e fanno tutto in quattro insieme alle rispettive mogli\, Giada e Viola: ma Marco e Giada non sanno che Edo e Viola sono amanti. Quando viene dato l’annuncio che un gruppo di coppie\, comprese quelle già citate\, sono state sposate da un falso prete e dunque i loro matrimoni vengono annullati dalla Sacra Rota\, a ognuno viene data la possibilità di rivalutare la promessa reciproca e “confermare o ribaltare il verdetto” emesso in chiesa.
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SUMMARY:Cinema - Qui rido io
DESCRIPTION:Eduardo Scarpetta\, popolare e smisurato capocomico\, vive per il teatro e per mantenere i suoi figli. Numerosi e (il)legittimi si passano come un testimone Peppiniello\, personaggio simbolico di “Miseria e nobiltà”. Tra una sfogliatella e una scappatella\, Scarpetta crea il moderno teatro napoletano e una famiglia allargata\, un magnifico intreccio di energie e talento che cresce sul palcoscenico e incrementa nel talamo. In gioventù ha sposato Rosa De Filippo\, di cui riconosce il figlio illegittimo\, Domenico\, e con cui concepisce Vincenzo e Maria\, in segreto ha avuto una relazione con Anna\, sorellastra di Rosa\, da cui ha già avuto due figli. Ma è Luisa\, nipote di Rosa\, l’amore di cui ha più appetito e da cui nascono Titina\, Eduardo e Peppino. Mattatore che non conosce limiti e creanza\, scrive “Il figlio di Iorio” per burlarsi del D’Annunzio (“La figlia di Iorio”) ma il poeta non apprezza e lo querela. Sulla scena del tribunale dovrà vedersela con giudici e detrattori. Parodia o plagio?
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SUMMARY:Cinema - House of Gucci
DESCRIPTION:Anni ’70. Patrizia Reggiani conosce a una festa Maurizio Gucci\, rampollo della dinastia Gucci\, una tra le piu` celebri nel mondo della moda. Nasce una storia d’amore\, dapprima osteggiata dal patriarca della famiglia\, Rodolfo Gucci\, ma poi arriva il matrimonio e la prole. La sfrenata ambizione della donna\, che vorrebbe indirizzare le politiche aziendali del marchio Gucci\, la porterà a tessere spericolate strategie\, come quelle con lo zio del marito\, Aldo Gucci\, che incrineranno i rapporti familiari\, innescando una spirale incontrollata di tradimenti\, decadenza\, vendette. Fino a un tragico epilogo che è cronaca nera\, e vera\, del nostro paese.
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SUMMARY:Cinema - Come un gatto in tangenziale ritorno a Coccia di morto
DESCRIPTION:Monika è appena stata arrestata perché le sue sorelle gemelle cleptomani hanno nascosto la loro ultima refurtiva in un locale di sua proprietà. L’unica persona che può aiutarla è Giovanni\, l’intellettuale progressista con cui ha avuto tre anni prima una breve relazione. Giovanni riesce ad ottenere per lei una conversione di pena\, dal carcere ad una parrocchia di periferia molto impegnata nel sociale\, ma la parrocchia sorge proprio accanto al nuovo polo culturale che Giovanni sta contribuendo a lanciare\, e la presenza costante di una “coatta della borgata Bastogi” come Monika risulta oltremodo imbarazzante per il politico radical chic con nuova fidanzata cacciatrice di sponsor
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SUMMARY:Cinema - Il capo perfetto
DESCRIPTION:In attesa della visita di una commissione che valuterà il vincitore di un importante concorso pubblico\, il signor Blanco\, padrone di una ditta di bilance\, cerca di tenere insieme i pezzi della sua vita privata e lavorativa: interviene personalmente per risolvere i problemi del capo della produzione; mantiene buoni rapporti con la moglie nonostante la tradisca con la nuova stagista; con il capo del personale e la guardia giurata dello stabilimento gestisce la protesta di un ex dipendente licenziato appostatosi ai cancelli; con tagli\, cambi di mansioni e decisioni insindacabili fa affari con piglio gentile ma deciso. Blanco è il capo perfetto: un padre buono che vedi i propri dipendenti come dei figli ed è disposto a tutto pur di salvare l’azienda…
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SUMMARY:Cinema - Con tutto il cuore
DESCRIPTION:Ottavio Camaldoli è una brava persona\, ed è convinto che “si può essere napoletano ed essere serio e normale”. Insegna latino e greco in un liceo classico e vive in relativa tranquillità con il figlio Gennaro\, dopo che la moglie è morta e che la donna con cui aveva ritrovato la serenità se ne è andata. Ma il destino è in agguato: il boss del quartiere\, Antonio Carannante detto il barbiere perché “prima ammazza\, poi fa barba e capelli” ai suoi nemici\, viene ucciso\, e sua madre Carmela decide che il cuore del figlio verrà trapiantato nel petto dell’uomo che lo vendicherà. Peccato che\, a causa di un equivoco\, il candidato al trapianto sia proprio il mite Ottavio\, ben poco incline a trasformarsi in un killer
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SUMMARY:Cinema- Non odiare
DESCRIPTION:Simone Segre è un chirurgo con una ferita aperta. Impossibile per lui ricucire. Da qualche parte nel suo background c’è un dolore che non passa e un padre ingombrante\, sopravvissuto alla Shoah. L’omissione di soccorso alla vittima di un pirata della strada con la svastica tatuata sul petto\, travolge la sua vita e lo conduce fino a Marica\, una giovane donna\, figlia della vittima. Per mettere a tacere il senso di colpa assume Marica come collaboratrice domestica e si scontra con suo fratello\, giovane camerata che non vuole saperne di ebrei ed emigrati. Ma la vita fa giri imperscrutabili e li sposta dal loro centro. \nÈ una storia vera quella che racconta Mauro Mancini al suo esordio. È il racconto dell’impossibile perdono di un uomo\, il cui rifiuto continua a turbarlo. \nAppoggiato sulle spalle del suo protagonista\, Non odiare sonda i limiti del perdono e affida ad Alessandro Gassmann il suo ruolo più bello e viscerale. L’attore abita il dolore e lo restituisce con una performance rigorosa e implacabile nel rifiutare la grazia. Il percorso\, lungo e doloroso\, incrocia quello di un fascista in erba che non ha davvero idea di quello che dice e di quello che fa. \nAlla maniera di Simon Wiesenthal (“Il Girasole”)\, di cui per caso o forse per intenzione porta il nome\, Simone Segre non cessa di combattere un fascista quando ne vede uno\, di ‘farsi giustizia’ almeno fino al giorno in cui qualcosa si spezza. La crisi annuncia una possibilità\, quella di confrontarsi con quell’odio sempre attuale\, sempre terribile. È possibile perdonare l’imperdonabile? Il titolo del film sembra indicare la via migliore\, una strada percorribile a doppio senso. Ma le cose non sono così semplici\, al cinema come nella vita. \nL’impossibilità di dimenticare è il fondamento che costituisce il protagonista\, cresciuto da un padre che vediamo solo nel prologo. Un prologo che risale il tempo e la memoria dichiarando allo spettatore che non c’è niente altro che la sofferenza a fondare Simone. La riva di un fiume\, dove è costretto a scegliere chi salvare e chi annegare\, diventa il suo luogo d’origine. Su quello stesso fiume\, diversi anni dopo scivola ‘navigando’ a vista. Sarà il destino\, meglio\, un ‘incidente’ del destino a costringerlo a guardarci dentro\, a guardare sotto\, ad addomesticare il dolore come il cane mordace del padre lasciato come un’eredità feroce. \n\nL’origine ebraica\, come il suo passato\, finiscono per riprenderlo attraverso lo sguardo atono di un ragazzino fanatico. L’ebraicità del protagonista serve invece al regista una riflessione sulla nuova eruzione di antisemitismo e sul vecchio antisemitismo di estrema destra. Un segno barbaro che è necessario sorvegliare per evitare che abbia un’avvenire politico. \nIl regista pesca tra le mille espressioni di razzismo e vandalismo (fisico o virtuale)\, ‘attaccando’ un emigrante al lavoro o assediando l’ingresso di una questura\, mettendo in scena la perversione più o meno latente che agita oggi le nostre società. Società sovraeccitate che inventano capri espiatori per far dimenticare la responsabilità del proprio fallimento\, che sottostimano l’odio\, disponibile\, accessibile e attivato dalle tecnologie digitali o da politici complottisti. \nMancini al debutto punta in alto e diluisce la rappresentazione dell’odio sociale in un romance che resta per fortuna ai margini. Politicamente corretto\, Non odiare lavora sulla ‘rottura’ e contro la ri-legittimazione della violenza nello spazio pubblico. La buona intenzione non produce però nessun guizzo formale\, nessuna rivelazione rilevante sul tema. Generosamente drammatizzata e deformata rispetto ai ‘fatti’ di partenza\, la narrazione resta dentro i codici dello psicodramma ordinario. La decisione di giocare coi grigi\, incarnati da Sara Serraiocco\, intrappolata tra il ‘bianco’ e il ‘nero’. mare.
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SUMMARY:Cinema- Burraco Fatale
DESCRIPTION:Irma\, Eugenia\, Rina e Miranda sono amiche da sempre e si incontrano tutti i pomeriggi per giocare a burraco\, affrontando poi insieme un torneo a settimana. Finalmente arriva l’occasione di alzare il tiro: le quattro amiche parteciperanno in rappresentanza della Regione Lazio al torneo nazionale. Ma quanto il burraco è la loro passione\, tanto le loro vite private sono molto meno coinvolgenti: Eugenia è una casalinga sposata ad un uomo senza apparenti qualità al quale è totalmente sottomessa; Rina\, notaia\, è una scommettitrice cleptomane e patologicamente bugiarda; Miranda\, vedova\, condivide la casa del defunto marito con una suocera che lei chiama “la iena”; e Irma è sposata a Mario che la tradisce da anni con una giovane arrampicatrice sociale. Burraco fatale racconta la storia delle quattro amiche (più suocera) ma anche quella personale di Irma\, che si innamorerà di un giovane marocchino\, pienamente ricambiata. \nCommedia quasi interamente al femminile e interpretata da un poker (per restare in tema di giochi di carte) di abili interpreti come Claudia Gerini\, Angela Finocchiaro\, Paola Minaccioni e Caterina Guzzanti\, più la sempre affidabile Loretta Goggi nei panni della suocera non poi così insopportabile\, Burraco fatale costruisce una trama sempre più improbabile e riposa su stereotipi che ne vanificano\, invece ddi potenziarne\, l’efficacia comica. \nSolo i siparietti a quattro riescono a sollevare il livello dei dialoghi e delle interazioni fra i personaggi. Un plauso particolare va a Caterina Guzzanti la cui vena ironica personale la aiuta a smarcarsi dalla convenzionalità della scrittura (della regista Giuliana Gamba insieme a Francesco Ranieri Martinotti). \nPeccato\, perché l’idea di costruire una commedia intorno al gioco del burraco\, popolarissimo soprattutto al sud e soprattutto fra donne di una certa età e di un certo ceto sociale\, era molto promettente (del resto il potenziale delle chiacchiere fra donne al tavolo verde l’aveva già colto Cristina Comencini nel suo Due partite\, del quale erano coprotagoniste in teatro proprio Paola Minaccioni e Caterina Guzzanti). \nMa qui il registro è quello televisivo e difficilmente la realtà entra a far parte del racconto. La favola romantica che dovrebbe salvare Irma dalla sua vita fatta di mediocrità e tradimenti sembra davvero uscita da un fotoromanzo e questo\, “nel Tremila”\, come direbbe Miranda alias Caterina Guzzanti\, non sembra tenere in minimo conto i passi avanti fatti da molte donne in termini di consapevolezza di sé e delle proprie possibilità\, a prescindere dal principe azzurro di turno\, che arrivi a dorso di un cavallo bianco o di un cammello
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SUMMARY:Cinema- Volevo nascondermi
DESCRIPTION:Antonio è figlio di emigranti. Dopo la morte della madre viene affidato ad una coppia svizzero-tedesca ma i suoi problemi psicofisici lo porteranno all’espulsione. Viene mandato a Gualtieri in Emilia\, luogo di cui è originario l’uomo che è ufficialmente suo padre. Qui vive per anni in estrema povertà sulle rive del Po fino a quando lo scultore Renato Marino Mazzacurati lo indirizza allo sviluppo delle sue naturali doti di pittore. \nFa indubbiamente effetto assistere a pochissimi giorni di distanza dalla morte di Flavio Bucci a un film che ha al centro la sofferta vita di Antonio Ligabue. \nNel 1977 fu proprio Bucci\, in quello che all’epoca si chiamava ancora ‘sceneggiato televisivo\, in tre puntate per la regia di Salvatore Nocita\, a dare uno scossone al modo di raccontare biografie in tv interpretando proprio Ligabue. In una versione cinematografica accorciata aveva vinto al Festival di Montréal il Gran Premio delle Americhe e quello per la Migliore interpretazione maschile. \nNon è difficile pensare che Elio Germano abbia avuto la consapevolezza di doversi confrontare con una prova d’attore che aveva segnato l’immaginario di una generazione. I confronti sono sempre complessi da affrontare ma in questo caso si può tranquillamente affermare che Germano non ha nulla da invidiare al suo predecessore. Ha saputo fare ‘suo’ Ligabue offrendogli quella profonda sofferenza interiore che sa spesso conferire ai personaggi che gli vengono proposti sul grande schermo. \nA venirgli in aiuto in questo caso è anche l’altrettanto profonda conoscenza del mondo rurale emiliano che Giorgio Diritti possiede e che sa infondere nelle sue opere quando è necessario. Perché\, a partire da quel corpo che si nasconde sotto un indumento/corazza da cui fuoriesce uno sguardo in cui paura e curiosità per ciò che lo circonda si contrastano\, Diritti\, grazie alla prestazione di Germano\, ci racconta una vita dolorosa che dà luogo a un’arte in cui la vivacità cromatica è coinvolgente. \nChiunque abbia visitato una mostra dedicata al grande pittore sa (e Diritti ce lo ricorda sui titoli di coda) quanto l’esplosione di forme e di colori ne costituisse il polo d’attrazione. Quasi che divenissero per lui strumento indispensabile per sfuggire alle sofferenze di un’esistenza marchiata dai disturbi mentali e dalla derisione. \n\nPerché Diritti non traccia un ritratto agiografico del mondo rurale. Non giudica ma neppure assolve i tanti che\, per ignoranza o insensibilità\, mettevano alla berlina il matto e ne disprezzavano l’opera. Così come sa inquadrare con tenerezza quei pochi\, uomini e donne\, che seppero chinarsi su di lui e comprenderne il tormento ma anche la grandezza. \nSulla sua tomba si legge: «Il rimpianto del suo spirito\, che tanto seppe creare attraverso la solitudine e il dolore\, è rimasto in quelli che compresero come sino all’ultimo giorno della sua vita egli desiderasse soltanto libertà e amore». Solitudine\, dolore\, libertà e amore. Sono i quattro ‘segni’ che animano un film che forse solo due sensibilità come quelle di Diritti e Germano potevano saper fondere con partecipazione e rigore.
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SUMMARY:Cinema-Tutta colpa di Freud
DESCRIPTION:Francesco Taramelli è uno psicanalista cinquantenne che ha cresciuto da solo tre figlie dopo che la moglie se n’è andata per seguire la sua missione professionale. Ora però le figlie hanno spiccato il volo: Marta\, la maggiore\, è una docente universitaria apparentemente perfettina che ha una relazione con il preside di facoltà; Sara\, la mediana\, sta per sposarsi con Filippo\, figlio dei proprietari dell’albergo di lusso presso cui lavora; infine Marta\, aspirante influencer\, parte alla volta della Gran Bretagna per perfezionare il suo inglese. E Francesco ha un attacco di panico all’idea che le sue “bambine” si allontanino definitivamente da lui. Niente paura: tutte e tre troveranno il modo di restare con papà\, portandosi dietro la loro buona dose di guai. \nLa serie Tutta colpa di Freud prende le mosse dall’omonima commedia del 2014 firmata da Paolo Genovese\, qui autore del soggetto e supervisore artistico degli otto episodi diretti da Rolando Ravello. \nL’adattamento è di Chiara Laudani e Carlo Mazzotta e i soggetti di puntata vedono alternarsi a loro e allo stesso Genovese Paolo Costella\, Federico Favot e Umberto Marino. La trama\, almeno nelle premesse\, segue la falsariga del film\, ma a fare la differenza è il cast: al posto di Marco Giallini nel ruolo di Francesco c’è Claudio Bisio\, che dà una nota “mailncomica” al suo personaggio e fa subito coppia con Max Tortora nel ruolo di Matteo\, lo zio delle ragazze sempre pronto a dare una mano\, alternando il ruolo di protettore della famiglia Taramelli alla vita di scapolo impenitente. I loro siparietti comici\, spesso improntati alle differenze fra Milano (dove è ambientata la serie) e Roma\, sono ricchi di improvvisazioni estemporanee\, e riproducono la dinamica di una sitcom di culto come Piloti. \nAnche il casting delle tre figlie funziona molto bene: Caterina Shulha (Sara)\, Demetra Bellina (Emma) e soprattutto Marta Gastini (Marta) gestiscono con grazia e professionalità i loro ruoli. Nota di merito anche per Lana Vady che ha il ruolo di una wedding planner…. sui generis. Intorno a loro si muove una piccola costellazione di interpreti affidabili: da Claudia Pandolfi a Luca Bizzarri\, da Stefania Rocca a Pia Engleberth. Buoni anche il ritmo di commedia\, ben impostato da Ravello\, e l’agilità di montaggio\, apprezzabile l’assenza di volgarità gratuite. \nNella colonnina dei meno ci sono una musica di sottofondo onnipresente e tante piccole implausibilità che rendono Tutta colpa di Freud meno efficace di quanto la scrittura e la regia avrebbero consentito. Ma ci si affeziona velocemente a questi personaggi\, ed è questo l’effetto più desiderabile per una serie di commedia. Il vero asso nella manica rimane però Max Tortora\, irresistibile per tempi comici ma anche in grado di tirare fuori una cifra drammatica credibile
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SUMMARY:Cinema- The Gentlemen
DESCRIPTION:L’investigatore privato Fletcher s’intrufola nella casa del gangster Raymond Smith per raccontargli come il cliente che l’ha assoldato\, il re dei tabloid Big Dave\, abbia voluto vendicarsi del suo capo\, il più importante trafficante di droga d’Inghilterra\, l’americano Mickey Pearson. Fletcher riferisce di come Pearson abbia offerto il suo regno al miliardario Matthew Berger\, desideroso di mollare tutto e ritirarsi con la moglie e socia in affari Rosalind. Raymond in realtà conosce perfettamente la storia e sa che Fletcher è venuto per ricattarlo con le prove di un omicidio tenuto nascosto. Ma è solo l’inizio di una serie di tradimenti e rivelazioni che coinvolgono anche un trafficante cinese\, un miliardario russo ex spia del KGB e lo strambo gangster di quartiere Coach\, a capo di una band di rapper e lottatori. \nGuy Ritchie riprende toni e personaggi dei gangster movie che l’hanno reso famoso\, anche se l’energia e la carica di un tempo appare irrimediabilmente lontana. \nCon The Gentlemen Guy Ritchie è tornato a fare quello che gli riesce meglio: raccontare le gesta di criminali spietati e ironici\, moderatamente fuori di testa e molto cool. I problemi sono sostanzialmente due: apprezzare o meno il genere e\, soprattutto\, capire quale spazio possa ritagliarsi nel cinema di oggi. \nPer il primo problema si potrebbe anche non trovare una soluzione\, dipendendo dal piacere o meno del singolo spettatore; per il secondo\, invece\, ben sapendo che negli anni film come Lock & Stock – Pazzi scatenati e The Snatch (che a fine anni ’90 sull’onda del tarantinismo crearono l’astuta formula del gangster movie ultrapop) hanno avuto infinite ripetizioni\, è lo stesso Ritchie a offrire la scappatoia: The Gentlemen è un film di fine anni 90\, «old-school\, 35 mill\, anamorphic\, or ratio 2.35 to 1» come dice l’investigatore e narratore interno Fletcher\, presentando il suo racconto. Prima ancora\, poi\, l’apertura sul logo della Miramax\, l’ex casa di produzione di Harvey Weinstein ora rilanciata\, suona come una reminiscenza: per il cinema di Guy Ritchie il tempo non è passato invano\, anche se in passato il suo stile ha fatto scuola. \nE dunque The Gentlemen – che comunque prima dell’esplosione della pandemia di covid-19 era arrivato a quasi 120 milioni di dollari d’incasso nel mondo: non male per una produzione da 20 milioni – è per il suo regista (anche autore della sceneggiatura) un ritorno alle origini e per i suoi interpreti una rimpatriata tra amiconi dello showbiz. \nCome spesso accade in questi casi\, l’impressione dello spettatore è che il divertimento stia più dietro e davanti la macchina da presa che non davanti lo schermo\, per quanto gli ingredienti per uno spettacolo in gran stile ci siano tutti: intrigo criminale tra trafficanti di droga\, miliardari e mogul della comunicazione; trama con continue rivelazioni; eleganza e coolness dispensate a piene mani; colonna sonora di superlusso (Cream\, Roxy Music\, Paul Welller\, Johnny Rivers). La recitazione farsesca degli interpreti – dal compiaciuto Matthew McConaughey al divertente Colin Farrell\, dal duetto efficace Hugh Grant-Charlie Hunnam\, agli inglesi Eddie Marsan e Michelle Dockery\, unica donna in un cast tutto maschile – non fa che aumentare il livello di eccitazione professionale del film. \n\nL’eleganza dei costumi di Michael Wilkinson\, con quei colori autunnali tipicamente british\, è forse la cosa migliore di The Gentlemen\, che come sostiene il suo protagonista\, spietato re del narcotraffico stancatosi delle proprie conquiste\, è un prodotto della gentrificazione. Ritchie è felice di mostrare i suoi personaggi sorseggiare tè\, chiacchierare attorno a un lussuoso tavolo da barbecue\, nascondere laboratori di stupefacenti sotto eleganti tenute aristocratiche. Certo\, dietro le apparenze il mondo criminale è ancora quello di una volta: cadaveri nei freezer\, pallottole ficcate in fronte\, pestaggi e rincorse fra i vicoli: ma più che stanco\, il mondo adrenalinico di Ritchie sembra annoiato – da sé stesso\, dall’obbligo di andar di corsa\, dall’accumulo di personaggi e linee narrative. \nLo fa capire ancora Fletcher\, che dice di scattare e analizzare fotografie e registrazioni come Gene Hackman in La conversazione\, anche se trova che quel film non faccia per lui: «un po’ noioso\, a essere sinceri». Difficile non pensare che a parlare sia lo stesso Ritchie\, consapevole di desiderare un altro tipo di cinema (e per fortuna nemmeno ci prova a rifarlo\, Coppola) ma anche di aspirare al massimo a una rimasticatura del proprio immaginario
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SUMMARY:Cinema-Il club dei divorziati
DESCRIPTION:Dopo 5 anni di matrimonio\, Ben è ancora follemente innamorato della moglie. Un giorno\, però\, scopre il tradimento di lei. Abbattuto e sconfortato\, non riesce a riprendersi fino a quando non incrocia sulla sua strada Patrick\, un vecchio amico anch’egli divorziato che si offre di trasferirsi a vivere con lui. A differenza di Ben\, Patrick ha intenzione di approfittare del ritrovato status di single per concedersi tutti i piaceri che il matrimonio gli negava. Ben presto\, insieme ad altri divorziati\, i due amici daranno vita a un vero e proprio club di divorziati\, con tutte le sue regole da seguire.
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SUMMARY:Cinema- Undine - Un amore per sempre
DESCRIPTION:Undine lavora come storica presso il Märkisches Museum di Berlino: il suo compito è spiegare ai visitatori i plastici che raffigurano la città nei suoi progressivi stadi evolutivi. Undine è appena stata lasciata da Johannes\, nonostante lui abbia giurato di amarla per sempre. All’improvviso\, però\, nel bar del museo compare il sommozzatore Christoph\, ed è amore a prima vista. Undine ricostruisce la sua vita come Berlino ha ricostruito molteplici volte sé stessa\, ma una sera Christoph la chiama infuriato perché si sente tradito da lei\, dal momento che non gli mai rivelato l’esistenza di Johannes. Come farà Undine a ricucire con Cristoph? E riuscirà a vendicarsi di Johannes\, come aveva promesso prima di essere abbandonata? \nIl tedesco Petzold rielabora alla sua maniera la figura mitologica dell’ondina\, creatura marina del folklore europeo\, con una storia d’amore e vendetta che si sviluppa nel corpo fisico di Berlino\, tra architettura e cinema. \nCostruire una città significa pensare alla vita delle persone in termini di spazio: quale la ragione di una costruzione\, quale la sua storia\, quale la sua destinazione. Allo stesso modo\, fare cinema è come allestire uno spazio: creare personaggi all’interno di un ambiente\, dare a ciascun di essi un passato\, un pensiero\, raccontare lo sviluppo di una o più relazioni. Le storie d’amore\, poi\, sono come città stratificate\, ricordi sovrapposti\, corpi intrecciati\, sentimenti vecchi ed emozioni nuove. Undine\, lo straordinario film di Christian Petzold presentato in concorso alla 70esima Berlinale\, è una storia d’amore dentro una città\, Berlino\, e la sua geografia carica di storia. \nPunto di partenza è il Märkisches Museum\, il museo dove la protagonista Undine – interpretata da Paula Beer – spiega i grandi plastici della città\, in cui il colore degli edifici cambia a seconda dell’epoca d’appartenenza e in cui passato\, presente e futuro convivono. In questo luogo\, e nel bar adiacente la struttura\, un amore finisce\, un altro sboccia\, una maledizione viene lanciata e dal plastico si passa alla messinscena realistica della storia come in un zoom di Google Maps. Il cinema\, in fondo\, non ha una forma definita; il cinema è semplicemente vita nello spazio. \nPetzold lavora per piccoli ma continui rimandi interni; ricostruendo un mito\, racconta alla maniera del mito. Gli eventi del film riecheggiano modelli ancestrali (un acquario si spezza e nell’inondazione d’acqua la protagonista incontra la sua natura marina); le azioni e le inquadrature rimano fra loro (rotture di oggetti\, ripetizioni di situazioni\, i corpi ripresi di Paul Beer e Franz Rogowski ripresi frontalmente e poi di spalle); il piccolo contiene il grande\, e viceversa (un sommozzatore giocattolo e un sommozzatore vero\, il plastico di una città\, la città stessa e il racconto della sua evoluzione). \n\nUndine ha una struttura perfettamente congegnata\, come i plastici che il regista filma da vicino. La superficie delle sue immagini\, dei corpi e degli elementi naturali che raffigura\, contiene la forza degli eventi: la terra trattiene l’acqua (che però può esplodere\, soffocare\, accogliere nel suo abbraccio)\, «un palazzo del XXI secolo che ancora non esiste»\, come dice la protagonista a proposito dell’Humboldt Forum\, progetto museale che avrà sede nel ricostruito Palazzo di Berlino\, «sarà la replica di uno del XVIII\, perché nulla evolve». Per questo motivo il film può apparire oscuro\, forse freddo\, eppure nella sua progressione quasi cantilenante è emotivamente potentissimo\, ermetico da comprendere\, emozionante da vedere. Petzold racconta fedelmente la maledizione del Sonno dell’Ondina\, leggenda in cui la creatura marina si vendica del cavaliere che non ha saputo amarla\, ma prosegue oltre con il suo racconto. \nUndine è la storia di un amore che finisce\, rinasce\, muore ancora e poi ricomincia\, sempre uguale a sé stesso e sempre diverso. Il mito resta intatto come modello – è uno sguardo a pelo d’acqua\, un nome scritto sulla pietra\, una città che rinasce dalle sue rovine – ma il cinema lo aggiorna\, riportandolo dall’universale al particolare\, dall’esistenza eterna alla vita mortale.
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SUMMARY:Cinema-Il giardino segreto
DESCRIPTION:Mary Lennox è una bambina di dieci anni\, capricciosa e viziata\, che vive in una splendida casa in India\, servita dalla sua cameriera e ignorata da due genitori che non l’hanno mai abbracciata. Quando il colera se li porta via\, Mary finisce affidata allo zio Archibald Craven\, in un’immensa dimora isolata nella brughiera inglese dello Yorkshire. Sebbene anche lo zio la ignori\, chiuso nel suo lutto\, Mary si avventura dentro e fuori casa\, portando alla luce segreti sepolti\, un cugino della sua età e un giardino delle meraviglie. \nIl classico per ragazzi di Frances Hodgson Burnett diventa\, nella versione di Marc Munden\, una storia di doppi e di fantasmi\, nella quale la cura dell’immagine\, sontuosa e suggestiva\, supera e sostituisce quella del racconto\, in molti momenti affrettato o stravolto. \nAnche la componente emotiva del film\, di conseguenza\, è tutta affidata al linguaggio non verbale delle immagini: alle inquadrature della piccola Dixie Eggerickx al centro della nebbia\, unico punto di colore nel vuoto atmosferico e sentimentale\, oppure nella camera da letto con la sola compagnia di un cavallo a dondolo di grandezza naturale\, simbolo di una fuga impossibile e di un falso movimento\, o ancora finalmente “oltre lo specchio”\, sovrastata e protetta dalle foglie di una giungla vivente\, dopo aver sfondato la parete dell’ordinario ed essere approdata in un mondo in cui presente e passato convivono e la Natura non è più spettro ma contenitore affettivo e taumaturgico. \nUn po’ Coraline e un po’ Alice\, la Mary della Eggerickx si conquista la scena\, incarnando perfettamente la trasformazione romanzesca del personaggio. Diversamente\, Deacon e Colin non hanno per sé il tempo\, lo spazio e soprattutto lo sguardo in grado di animarli e restano personaggi-funzione\, sotto naftalina\, che non disobbediscono al percorso segnato; e lo stesso può dirsi del signor Craven nell’interpretazione di Colin Firth\, ancora una volta efficace nell’apparenza ma svuotata nella componente emotiva. \n\nMunden non solo si ubriaca di CGI ma aggiunge melodramma su melodramma\, mescolando il gotico romantico delle sorelle Brontë con quello meno ispirato di una storia posticcia di gemelle separate dalla morte e rievocate come fantasmi di madri ideali\, ignorando che il primo e più bel messaggio della Burnett era l’idea di un’educazione alla vita tra pari e la conquista di un’autonomia dei ragazzi rispetto al mondo nostalgico e ipocondriaco degli adulti. L’ansia di ritoccare il racconto per eccesso (inutile e mal gestito l’incendio finale!) non aggiunge ma toglie energia ad una visione che\, pittoricamente\, aveva invece indovinato i colori e la giusta carica di novità e mistero.
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SUMMARY:Cinema-Le sorelle Macaluso
DESCRIPTION:C’è una terrazza a Palermo dove riparano le colombe e vivono le sorelle Macaluso. Maria danza\, Pinuccia ama\, Lia legge\, Katia dispone\, Antonella osserva. Le osserva azzuffarsi\, truccarsi\, inventarsi le giornate e rimandare la miseria. Antonella è la più piccina e intorno a lei ruota il mondo delle sorelle maggiori. Un giorno d’estate la portano ‘a Charleston’\, un mare privato dove si bagnano incoscienti che la vita qualche volta bara. È un attimo e Antonella diventa il loro errore fatale\, il loro segreto\, il loro rimorso. \nC’erano una volta cinque sorelle e un’autrice che scrive(va) le sue storie sui corpi. Corpi che corrono nudi sullo schermo\, corpi imperfetti sotto i capelli legati e poi slegati\, dentro i ‘costumi’ sciolti e poi allacciati. \nLe sorelle Macaluso racconta la storia semplice di una famiglia che consuma la tragedia in un giorno d’estate. Un gioco infantile ha spogliato quel gineceo abbagliante del suo cuore e adesso non resta che odio\, rimorso\, vergogna e nel fondo ancora tanto amore. Non è bastato quel pupo appeso\, cavaliere di racconti leggendari\, a proteggere Antonella dalla malasorte. Ma l’opera dei pupi dona una dimensione epica alla lotta quotidiana di cinque sorelle dalla vitalità irriducibile. \nCon grandi attrici e pochi mezzi\, Emma Dante sorprende Palermo da una fessura o da un foro\, incarnando il folgorante sentimento della vita. La m.d.p. cattura i piccoli oggetti dell’infanzia e quelli di un matriarcato che ha messo alla porta il patriarcato\, lasciando le chiavi nella serratura. Per entrare serve che Pinuccia ci apra\, serve guadagnarsi un posto a tavola\, una tavola apparecchiata con le rose e i ‘piatti buoni’ delle occasioni speciali. \nBalocchi\, rossetti\, centrini\, stampe\, tele\, lampadari vetusti\, Emma Dante ha pescato il décor dalla “grande sorella Speranza” di Gozzano. Perché giova sempre la speranza nella disperazione. E di quel sentimento di fiduciosa attesa\, le sorelle Macaluso ne hanno da vendere con le colombe volate fuori casa come in una ballata di De André. \nAl centro del cinema e del teatro militante di Emma Dante c’è sempre la classe popolare e la miseria sociale\, senza miserabilismo\, senza pathos. C’è ancora il corpo a corpo ostinato col nucleo familiare\, la carne e il sangue\, mai astratti e mai triviali nella loro crudezza. Serrate come una banda musicale\, le sue sorelle si sollevano e precipitano in un solo movimento fluido che confluisce d’estate nell’inverno deandreiano\, interpretato da Franco Battiato. È la sua voce pura e morbida\, quasi serafica\, a donare alla promenade delle sorelle un tono celeste. \n\nA riportarle sulla terra ci pensa l’aria fisica e struggente di Gianna Nannini. Con la ruggine sulla voce racconta una giornata al mare\, a cavalcare le onde\, la sorellanza e la “meravigliosa paura” di starsi accanto. La luce accecante della Sicilia e l’eccitazione delle ragazze è al culmine quando il film volge in tragedia. La più giovane tra loro non tornerà più\, se non nei loro sogni a ripassare il rossetto e a chiedere un’altra tavoletta di cioccolato. Antonella rimane come un’ombra dentro di loro\, come l’impronta che lasciano i mobili sulla parete\, concentrando nella polvere il sogno di tutto un passato. \nRacconto di una tragedia in tre tempi e altrettanti stagioni della vita\, Le sorelle Macaluso contiene la vecchiaia che contiene la giovinezza che contiene l’infanzia di temperamenti plurali e spiriti condivisi. Eterne ragazze su cui il tempo malgrado tutto ha fatto il suo lavoro. Allineate in faccia allo spettatore si battono da sole contro la miseria e ai margini di un Paese che ha perso il suo slancio vitale. Sono tutte Penelope\, quella di Oriana Fallaci armata e in guerra\, in quel territorio ostile che è la vita. E davanti a noi scorre uno spettacolo debordante di vita sulla morte\, il ricordo di un giorno d’infanzia. Il loro primo e forse unico giorno al mare.
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SUMMARY:Cinema - Il Primo Natale
DESCRIPTION:Salvo è un ladro di arte sacra che si professa ateo. Padre Valentino invece crede fortemente nella preghiera e… nel presepe. Quando il primo tenta il furto della preziosa statua del bambino Gesù e il secondo lo scopre\, l’inseguimento ha come esito un salto temporale. I due si ritrovano nella Palestina dell’anno zero dove Gesù sta per nascere.
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SUMMARY:Cinema - L'ufficiale e la spia
DESCRIPTION:Gennaio del 1895\, pochi mesi prima che i fratelli Lumière diano vita a quello che convenzionalmente chiamiamo Cinema\, nel cortile dell’École Militaire di Parigi\, Georges Picquart\, un ufficiale dell’esercito francese\, presenzia alla pubblica condanna e all’umiliante degradazione inflitta ad Alfred Dreyfus\, un capitano ebreo\, accusato di essere stato un informatore dei nemici tedeschi. Al disonore segue l’esilio e la sentenza condanna il traditore ad essere confinato sull’isola del Diavolo\, nella Guyana francese. Il caso sembra archiviato. Picquart guadagna la promozione a capo della Sezione di statistica\, la stessa unità del controspionaggio militare che aveva montato le accuse contro Dreyfus. Ed è allora che si accorge che il passaggio di informazioni al nemico non si è ancora arrestato. Da uomo d’onore quale è si pone la giusta domanda: Dreyfus è davvero colpevole?
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SUMMARY:Cinema - L'inganno perfetto
DESCRIPTION:Roy e Betty\, ottuagenari\, si incontrano grazie a un sito di appuntamenti per la terza età. Tra i due scatta immediatamente un’intesa\, che li porta a confessare l’uno all’altra di aver fatto ricorso a qualche bugia. Ma ad essere svelata è solo la punta di un iceberg: Roy vive infatti di raggiri e truffe ai danni di facoltosi e sprovveduti investitori e non rivela niente di tutto questo a Betty. Anzi\, continua a mentirle sistematicamente per potersi avvicinare ulteriormente a lei.
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SUMMARY:Cinema - Piccole Donne
DESCRIPTION:La sagoma di Jo\, di spalle\, che guarda oltre un vetro\, come una madre guarderebbe un neonato in un nido. Qualcosa nascerà\, oltre quel vetro: il suo romanzo\, “Piccole Donne”. Quelle di Greta Gerwig partono da qui. Il famoso “Natale non sarà Natale senza regali” arriverà dopo\, in uno dei tanti flashback\, perché è così che la regista americana ha scelto di strutturare il racconto: mescolando i romanzi della serie e combinandoli con momenti della biografia di Louisa May Alcott\, ma anche della propria\, perché questi momenti riguardano l’essere autrice e donna\, ieri e oggi\, in un mondo di uomini.
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