L'utilizzo dei cookies è finalizzato a rendere migliore l'esperienza di navigazione sul nostro sito. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.

Aree agricole interne
Aree agricole interne
  • LE LAME

Le lame sono fenomeni carsici caratteristici delle Murge, originati per l'azione erosiva nella roccia calcarea delle acque superficiali. I corsi d'acqua che le hanno scavate in alcuni punti si ingrottano per scorrere nel sottosuolo e sfociare in forma di "risorgive" (le cosiddette acque di Cristo). Ancora oggi le lame assicurano il deflusso delle acque superficiali a regime torrentizio dalle colline murgiane al mare. Al loro interno è presente una ricca vegetazione rupicola e macchiosa, funzionale alla mobilità della fauna che vi si rifugia negli spostamenti tra la collina interna e il mare; per questo motivo le lame svolgono l'importante ruolo di "corridoi ecologici". Nella cavità delle pareti dimora avifauna stanziale e migratoria, rapaci diurni e notturni, e l'intricata vegetazione costituisce riparo per piccoli mammiferi, talvolta disturbati dalle sistemazioni agrarie del suolo. Si tratta di una grande varietà di specie che svolgono attività predatoria nelle campagne circostanti, apportando benefici all'attività agricola.

  • L'OLIVETO SECOLARE

Nell'area retrostante le dune fossili, la coltivazione dell'olivo ha origini remote, come attestano le "piantate" plurisecolari, che contraddistinguono un paesaggio agrario, quello della Marina dal grande fascino, non riscontrabile in altre parti del mondo. L'oliveto storico rappresenta un ambiente seminaturale, rimasto intatto da secoli. Condotto in maniera estensiva, presenta 50-60 piante ad ettaro, disposte in maniera casuale secondo l'originaria ubicazione dell'olivastro, specie spontanea della macchia mediterranea preesistente, poi innestata per ottenere l'olivo sativo.

Anche la fitta rete di muretti a secco fa parte del paesaggio seminaturale. Tra di essi sopravvivono ultimi lembi di macchia mediterranea e querce che popolavano anticamente la piana degli olivi secolari. Gli estesi oliveti rendevano necessaria la lavorazione in sito, all'interno dei numerosi frantoi ipogei scavati nel sottosuolo. L'azione dalle acque meteoriche sulla roccia calcarea ha formato numerose caverne sotterranee utilizzate come abitazioni, luoghi di culto dei monaci basiliani, ricoveri per il bestiame. Questi monaci prima, ed i benedettini poi, introdussero, sin dal XII sec., i sistemi di lavorazione delle olive in grotte trasformate in frantoi ipogei.

Molte di queste storiche "industrie" olearie attendono ancora di essere riportate alla luce, altre invece sono state recuperate ritrovando l'antico splendore e sono attualmente visitabili. Tra questi il frantoio della masseria Monticelli alla selva, attualmente azienda agrituristica Il Frantoio, quello di masseria Taverne piccola, masseria Lamacornola, masseria Due Trappeti, masseria Tutosa, masseria Casalini e masseria Brancati.

Home

Il Consorzio

Mezzi pubblici

Raccolta

Avvisi

Animazione - Sport

Contatti

Immagini